giovedì 10 aprile 2014

Pier Paolo Carbone - Fuori Registro: più voce che "poesia"


Italia, paese di santi, poeti e navigatori. O almeno così si usava dire. Purtoppo non ho statistiche aggiornate, o quanto meno attendibili, sui santi in circolazione, e per quanto riguarda i navigatori..bhe negli ultimi anni ci siamo impigriti, e non poco. Quindi non ci restano che i poeti: di quelli, anche se solo sedicenti, ce ne rimangono un sacco. 

Ma cos'è un poeta? e soprattutto cos'è una poesia? Proprio ieri sera mi è capitato di riguardare una scena de L'Attimo Fuggente, quella in cui il professor Keating chiede alla sua classe di leggere l'introduzione all'antologia di un vecchio accademico imbolsito. Il manuale esorta ad approcciare la poesia, e tutto quanto le orbita intorno, con la massima formalità, utilizzando strumenti e categorie assimilabili a quelle dell'econometria. Quella del professore, interpretato sugli schermi da Robin Williams, è chiaramente una provocazione, una delle tante attraverso le quali verrà ribadito il concetto base intorno a cui ruota l'intera storia: la poesia è libertà, spirito critico, intesità; la poesia è l'incarnazione di una voce sincera. 

Non è facile, almeno per me, ritrovare queste qualità nelle decine di esordi letterari in cui mi imbatto quasi quotidianamente. Non sono anaffettivo, ma diciamo che non mi emoziono così facilmente.  Forse qualcosa che mi ha colpito ultimamente però c'è. 
Oggi voglio segnalarvi un esordiente, che so di certo non amerebbe essere definito "poeta": si chiama Pier Paolo Carbone ed ha presentato da poche settimane Fuori Registro, la sua raccolta di poesie e prose brevi. La cosa che mi ha colpito di più di questo libro, è l'urgenza che lo percorre dall'incipit all'ultima pagina, l'urgenza di raccontare storie. Non ci leggo "poesie" ma visi, giornate, ci sento chiaramente una voce. E' di questo che parlava il Professor Keating? Lo lascio decidere a voi. 

mercoledì 9 maggio 2012

The Walking Dead: sigla alternativa (da sitcom anni 80)



Questo post farà fare un bel pò di risate a tutti coloro i quali seguono la serie televisiva The Walking Dead (in onda su Fox) e a tutti gli appassionati di zombie story in generale. Il video maker Timmy Lunsford ha rivisitato la sigla della serie televisiva trasformando The Walking Dead nella delle più sdolcinata delle sitcom anni '80. L'intro è quella di "Genitori in blue jeans"..a voi i commenti.

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